Territorio

Tipologia: composto in prevalenza di conifere con alcune latifoglie presenti sul fondovalle.
Per il 95% il bosco ricopre una funzione di protezione.

Presente e futuro dei boschi nel comune

Dopo un studio iniziato alla fine degli anni ’80, durante l’inverno 1993/94 le autorità competenti avevano approvato il progetto di ricostituzione selviculturale, che riguardava le gestione dei boschi situati sul versante orografico destro del Comune di Quinto.
Il progetto, della durata di 10 anni, interessava il territorio giurisdizionale dei Comuni di Quinto e Airolo per una superficie di circa 1'000 ettari, dei quali la quasi totalità costituita da boschi con particolare funzione di protezione. Questo progetto ha comportato una risoluzione nei rapporti fra i diversi proprietari di bosco: infatti, tutti gli enti proprietari, che fino a quel momento avevano gestito in proprio i boschi e grazie a essi avevano, perlomeno in passato, realizzato degli utili finanziari notevoli, sono stati d’accordo di cedere, ai fini della gestione, i propri boschi al Patriziato Generale di Quinto, che ha funto da ente esecutore del progetto.
Durante questi 10 anni di lavoro, nel comprensorio di Quinto, nell’ambito del progetto sono stati investiti ben 8 milioni di franchi, così ripartiti: 5 milioni nella selvicoltura; 2.4 milioni nell’ambito del miglioramento della rete stradale; 0.8 milioni per opere di premunizione nel bosco.
Ecco di seguito i dati essenziali degli interventi eseguiti: tagli di rinnovazione per una produzione totale di circa 15’300 mc di legname, di cui 13'470 mc di legname d’opera e 1'830 di legna d’ardere; 55'000 piantine messe a dimora, di cui 35'000 abeti rossi, 18'000 larici e 2'000 piantine di specie diversa.
Inoltre, la messa in atto di questo progetto ha permesso al Patriziato Generale di Quinto di istituire un’azienda forestale locale (vedi squadra forestale).
Con una visione lungimirante, e per fare in modo che il discorso di gestione del patrimonio boschivo poteva essere protratto nel tempo, in virtù  della boschività del territorio in questione e dell’importanza che i popolamenti boschivi rivestono per la sicurezza degli abitanti e delle vie di comunicazione, il Patriziato Generale si era fatto promotore, nei confronti sia di tutti i proprietari boschivi, che delle autorità forestali competenti, di un’iniziativa; di allestire un nuovo progetto che a partire dal 2005, permettesse di gestire i boschi di tutto il comprensorio comunale, su ambedue i versanti orografici della valle.Tutti i proprietari boschivi hanno aderito a questa proposta per cui dopo gli studi preliminari e l’approvazione delle autorità competenti, il progetto ha avuto inizio nel 2006.
Il progetto di massima della durata di 20 anni è stato suddiviso in progetti più dettagliati dalla durata di 5 anni, in modo da poter permettere una pianificazione migliore degli interventi. Attualmente è in esecuzione il secondo progetto quinquennale.
Esso permette di raggiungere, oltre a un miglioramento delle condizioni di stabilità dei popolamenti boschivi dell’alta Leventina (il progetto si estendeva  pure ai comprensori boschivi dei Comuni di Airolo e Prato Leventina), altri due obbiettivi molto importanti: migliore pianificazione e razionalizzazione degli interventi selvicolturali; creazione di opportunità occupazionali nonché per la formazione professionale.
L’obiettivo generale degli interventi, previsti da questo progetto di gestione, è quello di migliorare la sicurezza di tutti gli abitanti presenti nel comprensorio del progetto, come pure delle rispettive vie di comunicazione sia internazionali che cantonali e locali.
L’obiettivo selvicolturale generale è quello della creazione di popolamenti disetanei a gruppi.
L’obiettivi parziali del progetto è di migliorare le condizioni di stabilità dei popolamenti poco stabili che crescono in zone con importante funzione di protezione; diminuire il pericolo di stacco di valanghe in bosco;
diminuire la possibilità che blocchi rocciosi e sassi che si staccano dal pendio raggiungono gli abitati e le vie di comunicazione.
Il progetto, per quanto concerne il territorio giurisdizionale del Comune di Quinto,interessa 1294.40 ettari di boschi con particolare funzione di protezione, conta pure la presenza di 250.6 ettari di bosco che esplica altre funzioni, altrettanto importanti per la vita della comunità locale, protezione generale, svago, funzione paesaggistica e naturalistica, produzione di legname.
Un riferimento particolare merita il bosco di larici e cembri presente lungo la sponda sinistra del lago Ritom, che riveste un’importanza notevole dal profilo naturalistico e paesaggistico e presenta un’estensione di 89 ettari.
È interessante osservare come nel comprensorio siano ancora diversi i Patriziati attivi nella gestione del territorio in generale e del bosco in particolare.

 

Patriziato di Altanca ha   78
Boggesi alpe Piora ha   61
Boggesi alpe Prato ha 148
Patriziato di Catto-Lurengo ha 104
Patriziato Generale di Quinto ha 850
Patriziato Piotta e alpe Ravina ha 114
Patriziato di Varenzo ha   81
Comune Quinto ha     4
Altri Enti ha 105

 

Conclusione:
In conclusione, si può senz’altro affermare che il bosco ha da sempre condizionato e caratterizzato la vita dell’uomo nelle nostre valli. Grazie a un impegno costante delle comunità locali del Comune, questo patrimonio naturale è giunto fino a noi intatto e in grado di soddisfare le mutate esigenze della società moderna.
Con i cantieri in atto e quelli previsti per il futuro, le comunità locali si sono garantite in modo intelligente la durabilità delle svariate funzioni del bosco, a beneficio di tutti gli abitanti del comprensorio.